profumo di limone

Risotto al profumo di limone

Il risotto al profumo di limone è un piatto raffinato, molto semplice da preparare. Perfetto per una serata in compagnia, con questo piatto di sicuro non deluderete i vostri ospiti. Dal sapore delicato, è molto in voga tra gli chef della Costiera Amalfitana, da Vietri fino a Positano e Sorrento, avrete modo di assaggiare questo piatto.

Viene realizzato con i famosi limoni della costiera e è diventato ormai un piatto tipico della zona. Semplice, gustoso e raffinato.

Ingredienti (x4 persone):

  • 400g riso tipo “carnaroli”
  • 2 noci di burro
  • Succo di limone
  • Buccia di limone grattugiata
  • 1l di brodo vegetale
  • 70-80g parmigiano grattugiato
  • Prezzemolo q.b.
  • Sale q.b.

Preparazione:

  1. Prendete un limone intero, spremetelo e tenete da parte il succo. Poi, grattugiate la buccia facendo attenzione a non grattugiare anche la parte bianca, risulterà molto amara. In poche parole, prendete solo il giallo della buccia.
  2. Prendete una pentola, versategli dell’acqua e aggiungetegli un dado vegetale. Portate ad ebollizione, poi mescolate e spegnete.
  3. A questo punto prendete una pentola antiaderente e mettetela sul fuoco a fiamma medio-bassa.
  4. Aggiungete le noci di burro e il succo di limone. Fate sciogliere per bene il burro.
  5. Quando il burro si sarà sciolto del tutto, aggiungete il riso nella pentola e lasciate tostare.
  6. Dopo qualche minuto potete cominciare ad aggiungere del brodo vegetale, ogni qualvolta il riso sta per attaccarsi. Non mescolate ma lasciate il riso così com’è.
  7. Quando i chicchi di riso si saranno ingranditi, salate e aggiungete la buccia di limone grattugiata.
  8. Dopo qualche minuto aggiungete anche il parmigiano grattugiato e mantecate. Il riso diventerà più omogeneo e compatto.
  9. Spegnete la fiamma ed aggiungete del prezzemolo fresco tritato.
  10. Il risotto al profumo di limone è pronto. Servite caldo, in piatto piano.
Caffe vegetariano

Moka storia di una leggenda e come sceglierne una

Chi di noi non conosce e possiede una moka nella propria cucina ?

Questa caffettiera fu inventata negli anni ‘30 da Alfonso Bialetti, e ci volle poco prima che divenne un successo nazionale per poi spopolare anche in altri mercati esteri, come la Spagna ed il Portogallo.

La sua forma è davvero caratteristica, così tanto che viene spesso associata al Made in Italy e si trova esposta in luoghi di rilievo come i musei Moma di New York ed il Museo del Design di Milano.

Come funziona la moka

Il principio di funzionamento dietro la moka è tanto semplice quanto geniale e venne in mente al signor Bialetti osservando la moglie che faceva il bucato.

Come sappiamo questa caffettiera è composta da 3 pezzi: la caldaia, il filtro ed il bricco porta caffè. Per prepararla basta riempire la caldaia con dell’acqua (ma senza superare il livello della valvola), mettere del caffè macinato nel filtro, ed accendere il fornello.

La quantità di caffè da inserire e la forza da applicare per pressarlo è fondamentale alla riuscita: purtroppo l’unico modo per imparare è proprio quello di provare e sperimentare diverse soluzioni, finchè non si trovano la “forza” e la quantità giusta.

Una volta posta la moka sul fuoco, l’acqua all’interno della caldaia inizia a scaldarsi, fino a bollire. Allo stesso tempo anche l’aria contenuta si scalda, e come tutti i gas che ricevono calore, comincia ad espandersi, aumentando quindi di volume.

La valvola di sicurezza posta sul lato della moka è li proprio per questo motivo: se l’aria dovesse aumentare troppo il suo volume, la valvola agirebbe da sfogo, evitando che la caffettiera esploda.

Spinta dall’aria che aumenta si espande l’acqua inizia a salire attraverso il tubo del filtro, passando così attraverso il caffè che inizia a liberare tutti i suoi aromi.
Il motivo per cui vogliamo utilizzare un fuoco basso è proprio perchè in questo modo la risalita dell’acqua sarà più lenta, ed essa potrà avere un maggior tempo di contatto con il caffè.
Inoltre il caffè dopo un contatto prolungato con alte temperature si comincia a caramellare, rilasciando così note dolci che andranno a bilanciare l’amaro e le note più aspre.

Man mano che la pressione nella caldaia continua ad aumentare il caffè estratto va così a depositarsi nel bricco, pronto per essere consumato.

Come scegliere una moka

Esistono in commercio moltissimi modelli di moka, che si differenziano per diverse caratteristiche: e non stiamo parlando solamente della loro forma !

Ci sono ad esempio le caffettiere elettriche, o ancora quelle da campeggio, fino ad arrivare a quelle ad esempio per i fornelli ad induzione.

Vediamo quindi quali sono i punti su cui ragionare prima dell’acquisto:

  • Necessità di utilizzo: abbiamo dei normali fornelli a gas ? Oppure un piano ad induzione ? O ancora vogliamo alimentare la moka dalla presa della nostra auto o camper perchè ci piace fare delle escursioni?
    In base alle nostre necessità potremmo orientarvi più verso un modello rispetto ad un altro.
  • Dimensioni: le caffettiere possono essere da 1 tazza, fino anche ad arrivare a 16. Anche in questo caso tutto dipende dalle necessità, ma è generalmente una buona regola averne diverse per adattarsi a seconda delle occasioni.
  • Materiali e qualità: assicuratevi che la moka da voi scelta sia di qualità. Come abbiamo visto prima l’unico rischio non è solamente quello di ottenere un caffè dal pessimo gusto, ma anche evenienze come la macchinetta che potrebbe esplodere se non dotata di una valvola di sicurezza.
    Generalmente affidarsi a marchi ottimi come la Bialetti costituisce una garanzia sotto questi punti di vista.
benessere ischia

Salute e benessere ad Ischia: I percorsi del silenzio.

Letteralmente invasi dal rumore molesto che il progresso ci ha abituati a sopportare nelle nostre città, siamo propensi, almeno in vacanza a desiderare soltanto i suoni della natura come il rumore del vento o il suono dell’acqua che si infrange sugli scogli.

Ischia non è da meno, infatti autobus di città, condizionatori, moto, clacson e chi più ne ha più ne metta rendono anche la magnifica isola campana, meta sempre più gettonata per le vacanze estive, non poco rumorosa.

Naturalmente, nulla in confronto alle metropoli in cui viviamo, dove i ritmi sono molto più frenetici, ma considerando la meravigliosa cornice, col canto degli uccellini a fare da colonna sonora, preservare il silenzio resta comunque un dovere pubblico importante.

Fortunatamente a limitare i danni vi sono anche le iniziative dei privati, che sempre più scelgono di acquistare dei veicoli elettrici in grado di ridurre a zero le emissioni sia di fumi di scarico che di rumori molesti.

Altro fattore che favorisce il relax è la presenza di numerose aree verdi con pinete ed oasi naturali dislocate dal centro della citta ma comunque vicine ai centri abitati. Di seguito un elenco dei luoghi più silenziosi di Ischia dedicato agli amanti del relax e del benessere del proprio corpo.

Pelara

A pochi passi dalla “Scannella” ma prima della famosa “Sorgeto” possiamo scorgere una piccola insenatura chiamata “Pelara”. Un posto unico per coloro che amano la pace ed il relax infatti, ripulita dalla proloco di Panza non molti anni fa, offre la possibilità di fare un bagno in solitaria o al più in compagnia di pochi amici stretti. Gli odori ed i suoni sono quelli di un’isola colma di vegetazione ed il suono del mare che si insinua fra le rocce aiuta il vostro benessere psico-fisico a riprendere quota.

Frassitelli

Non è semplice riuscire a coniugare mari e monti ma in luogo magico come Ischia tutto è possibile, infatti oltre al bosco della Falanga, molto conosciuto e meta di turisti desiderosi di trascorrere qualche ora di puro relax immersi nel verde, vi è un luogo che decisamente vale la pena di visitare che prende il nome di “Frassitelli”. Situato lungo la strada che porta al bosco della Falanga, i frassitelli, piccola selva di acacia, dona ai visitatori un panorama meraviglioso su Forio e offre la possibilità di trattenersi con amici o familiari su una bella coperta per fare un pic nic rilassante.

Anche in questo luogo regna il silenzio e gli unici suoni udibili sono quelli che ci regala la natura.

Punta San Pancrazio

Raggiungere questo luogo significa proiettarsi in una natura incontaminata incorniciata da vigneti, oliveti e da una natura lussureggiante carica di profumi. La strada è la stessa che porta al santuario della madonna di Montevergine ma occorre deviare lungo il percorso. Ne vale sicuramente la pena se volete godere di una splendida vista sull’arcipelago Flegreo.

Madonna di Candiano

Sicuramente tra i più bei panorami di Ischia si annovera questo luogo ricco di pace e spiritualità. Per raggiungere questo posto bisogna recarsi al piccolo villaggio di contadini di Candiano non molto lontano dalla Parrocchia di San Giovanni Battista a Buonopane e successivamente seguire le indicazioni per il belvedere.

Naturalmente questi sono soltanto alcuni dei posti più tranquilli dell’isola ma se amate l’avventura e lo zainetto sulle spalle potrete scoprirne tantissimi altrettanto belli e silenziosi, basta solo esplorare. Buon viaggio.

polpette di tofu

Polpette di tofu, pomodori secchi e olive

Questo piatto vegano è semplice da realizzare oltre che ad essere molto saporito. Quasi tutti amano le polpette e con questa ricetta vogliamo proporvi una rivisitazione di quella classica. Con tofu, pomodori secchi ed olive si rendono perfette per la dieta vegana, sono gustose e dal retrogusto particolare.

Ingredienti :

  • 400g di pane raffermo
  • 100g di pomodori secchi
  • 70-80g di olive nere denocciolate
  • 100g tofu
  • 200g di lenticchie
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • Olio di semi

Preparazione :

  1. Per prima cosa dovrete cuocere le lenticchie per circa 40 min in una pentola con acqua, sciacquarle con acqua corrente e poi usarle. Potete evitare questo passaggio se usate delle lenticchie in scatole, precotte.
  2. Prendete un tagliere e tagliate i pomodori secchi in piccoli pezzi. Dopodiché tagliate in due le olive denocciolate.
  3. Prendete un recipiente e mettete a bagno il pane raffermo. Quando si sarà ammorbidito per bene, prendetelo, strizzatelo e poi ponetelo in un contenitore a parte.
  4. Nel contenitore aggiungete le lenticchie, i pomodori secchi, le olive, il tofu ed infine sale e pepe. Mescolate energicamente fino a quando il composto diventerà compatto ed omogeneo.
  5. Una volta che l’impasto delle polpette sarà pronto, prendete una padella antiaderente e aggiungetegli abbondante olio di semi. Mettetela a fuoco medio-alto.
  6. Quando l’olio arriverà a temperatura e sarà pronto per friggere, dovrete staccare dei piccoli pezzi dall’impasto e maneggiarli tra le mani come a formare una pallina.
  7. Versateli nell’olio bollente e lasciate friggere.
  8. Quando il primo lato sarà pronto, potete girarle dall’altro lato. Basteranno 2-3 min. per lato, anche meno se l’olio è bollente.
  9. In alternativa potete usare una friggitrice, caricarle nel cestello ed immergerle nell’olio.
  10. In tutte e due i casi, dopo la cottura dovrete porli su della carta assorbente ed asciugarli.
  11. Le polpette vegane tofu, pomodori secchi e olive sono pronte !
estrattore succo

Come preparare un estratto di succo

Sei pronto e preparare il tuo estratto di succo? È un modo semplice per ottenere più nutrienti grazie a frutta e verdura nella tua dieta.

Prima di iniziare, dovresti sapere alcune cose su ciò che puoi aspettarti dagli estrattori di succo.

Il più grande vantaggio di avere un estrattore

Se non sei abituato a mangiare frutta e verdura l’estrattore è senza dubbio un ottimo modo per integrarli.

Cerca di assumere due frutti interi e tre o quattro verdure al giorno se scegli di intraprendere la strada dell’estrazione di succo, avrai in questo modo il vantaggio di poterli consumare tutti insieme ottenendo un gusto unico e non spiacevole. Sceglili in diversi colori, in modo da ottenere un buon mix di vitamine e minerali appartenenti a classi di nutrienti differenti.

Fattore fibra

Quando si prepara del succo estratto manca l’assunzione di fibra. Queste macchina da spremitura in effetti estraggono il succo e lasciano dentro la polpa, che ha fibre, che successivamente fuoriesce da un altro beccuccio.

Per non perdere la fibra, puoi aggiungere un po ‘di polpa scartata nel succo o usarla in cucina.

Hai dunque bisogno di un estrattore di succo?

Gli estrattori (talvolta confusi con le centrifughe anche se è vero che in alcuni specifici casi i termini possono essere combinato) possono essere costosi, da € 50 a € 400. Alcuni di questi estrattori, soprattutto quelli più costosi e di conseguenza più accurati distruggeranno gran parte del frutto macinando il nucleo, la buccia e i semi e lasciando fuoriuscire davvero solo il liquido. Per avere una panoramica dei migliori online guarda la guida agli estrattori di succo di Icedreams.it.

Potresti non aver bisogno di un estrattore per il succo, lo sai?. È possibile utilizzare un frullatore per la maggior parte dei frutti o vegetali interi per mantenere la fibra. Aggiungi acqua se utilizzando un frullatore il preparato diventa troppo denso. Ti consigliamo di rimuovere semi e bucce e alcune pelli, qualora fosse possibile, prima di mettere in moto il frullatore.

Ad ogni modo, se sei qui è perché in effetti volevi un estrattore, dunque, è importante sapere che: una volta che il tuo succo è pronto sarà meglio berlo lo stesso giorno, per la sicurezza alimentare.

Guarda le calorie

Quante calorie ci sono nel tuo succo? Dipende da cosa c’è dentro!

“Se usi le verdure per il succo, le calorie sono molto inferiori rispetto a se usi frutti: se usi principalmente verdure, aggiungi una mela o un kiwi per il gusto e fallo lontano dai pasti per non aumentare il tuo picco glicemico. Se è puro succo di frutta, invece, puoi rendere il tuo succo più equilibrato aggiungendo proteine. Alcune buone fonti sono latte di mandorle, yogurt greco, semi di lino e burro di arachidi.

Il succo per perdita di peso e pulizia

Il succo potrebbe sembrare un modo semplice per perdere peso ma può ritorcersi contro.

Con una dieta a base di succo, potresti non avere abbastanza fibre o proteine ​​per saziarti e in un certo qual modo addirittura sopravvivere. Il tuo corpo potrebbe realmente non farcela.

Se stai facendo una dieta a base di juicing, sarai così tentato di mangiare qualcosa come una torta o una ciambella perché ti sei limitato che resistere alla tentazione sarà davvero duro.

Non assumere abbastanza proteine ​​potrebbe anche significare perdere la massa muscolare. In linea di massima va tenuto presente che l’esagerazione è un male in tutto.

Che dire dello spremitura e riduzione in succo, allora, al fine di disintossicare l’organismo?

Il tuo fegato e i tuoi reni si prendono cura di te e per far sì che questo processo continui indisturbato ogni tanto vanno aiutati. Sono moltissimi i suggerimento online riguardo l’opportunità di purificarsi utilizzando i succhi e gli estratti e alcuni in effetti hanno anche fondamento scientifico, tuttavia ritrovabile non specificamente e limitatamente alla loro assunzione quanto alla loro assunzione non concomitante alla normale dieta per cui il corpo venga privato per un breve-medio periodo da alimenti notoriamente pesanti e producenti scoria (eccesso di proteine animali, zuccheri e carboidrati complessi).

Altre indicazioni sulla salute

Una dieta a base vegetale è legata a un minor rischio di malattie cardiache o cancro, e questo è ormai noto. Tuttavia la ricerca non è stata ancora spinta sul versante “estratti di frutta e verdura”.

C’è qualche ricerca sulla spremitura e sul sistema immunitario. Ma i benefici ottenuti sul sistema immunitario derivano probabilmente dal consumo di frutta e verdura in senso ampio, sia che si tratti di succo o meno, non essendo ancora stati condotti studi al fine di smentire questa variabile non possiamo in effetti esprimere o riportare un parere ufficiale.

Per esempio, grandi quantità di cibi ricchi di vitamina K, come cavoli e spinaci, possono cambiare il funzionamento del warfarin (un noto diluente del sangue), ragion per cui l’integrazione alimentare concentrata di succhi ed estratti di frutta e verdura, specialmente se altamente specifiche, andrebbe comunque monitorata da personale medico competente.