Caffe vegetariano

Moka storia di una leggenda e come sceglierne una

Chi di noi non conosce e possiede una moka nella propria cucina ?

Questa caffettiera fu inventata negli anni ‘30 da Alfonso Bialetti, e ci volle poco prima che divenne un successo nazionale per poi spopolare anche in altri mercati esteri, come la Spagna ed il Portogallo.

La sua forma è davvero caratteristica, così tanto che viene spesso associata al Made in Italy e si trova esposta in luoghi di rilievo come i musei Moma di New York ed il Museo del Design di Milano.

Come funziona la moka

Il principio di funzionamento dietro la moka è tanto semplice quanto geniale e venne in mente al signor Bialetti osservando la moglie che faceva il bucato.

Come sappiamo questa caffettiera è composta da 3 pezzi: la caldaia, il filtro ed il bricco porta caffè. Per prepararla basta riempire la caldaia con dell’acqua (ma senza superare il livello della valvola), mettere del caffè macinato nel filtro, ed accendere il fornello.

La quantità di caffè da inserire e la forza da applicare per pressarlo è fondamentale alla riuscita: purtroppo l’unico modo per imparare è proprio quello di provare e sperimentare diverse soluzioni, finchè non si trovano la “forza” e la quantità giusta.

Una volta posta la moka sul fuoco, l’acqua all’interno della caldaia inizia a scaldarsi, fino a bollire. Allo stesso tempo anche l’aria contenuta si scalda, e come tutti i gas che ricevono calore, comincia ad espandersi, aumentando quindi di volume.

La valvola di sicurezza posta sul lato della moka è li proprio per questo motivo: se l’aria dovesse aumentare troppo il suo volume, la valvola agirebbe da sfogo, evitando che la caffettiera esploda.

Spinta dall’aria che aumenta si espande l’acqua inizia a salire attraverso il tubo del filtro, passando così attraverso il caffè che inizia a liberare tutti i suoi aromi.
Il motivo per cui vogliamo utilizzare un fuoco basso è proprio perchè in questo modo la risalita dell’acqua sarà più lenta, ed essa potrà avere un maggior tempo di contatto con il caffè.
Inoltre il caffè dopo un contatto prolungato con alte temperature si comincia a caramellare, rilasciando così note dolci che andranno a bilanciare l’amaro e le note più aspre.

Man mano che la pressione nella caldaia continua ad aumentare il caffè estratto va così a depositarsi nel bricco, pronto per essere consumato.

Come scegliere una moka

Esistono in commercio moltissimi modelli di moka, che si differenziano per diverse caratteristiche: e non stiamo parlando solamente della loro forma !

Ci sono ad esempio le caffettiere elettriche, o ancora quelle da campeggio, fino ad arrivare a quelle ad esempio per i fornelli ad induzione.

Vediamo quindi quali sono i punti su cui ragionare prima dell’acquisto:

  • Necessità di utilizzo: abbiamo dei normali fornelli a gas ? Oppure un piano ad induzione ? O ancora vogliamo alimentare la moka dalla presa della nostra auto o camper perchè ci piace fare delle escursioni?
    In base alle nostre necessità potremmo orientarvi più verso un modello rispetto ad un altro.
  • Dimensioni: le caffettiere possono essere da 1 tazza, fino anche ad arrivare a 16. Anche in questo caso tutto dipende dalle necessità, ma è generalmente una buona regola averne diverse per adattarsi a seconda delle occasioni.
  • Materiali e qualità: assicuratevi che la moka da voi scelta sia di qualità. Come abbiamo visto prima l’unico rischio non è solamente quello di ottenere un caffè dal pessimo gusto, ma anche evenienze come la macchinetta che potrebbe esplodere se non dotata di una valvola di sicurezza.
    Generalmente affidarsi a marchi ottimi come la Bialetti costituisce una garanzia sotto questi punti di vista.

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